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Globalizzazione

Tecnologia > Classe 1 > Processi produttivi
La globalizzazione
La crescita della popolazione mondiale e gli sviluppi tecnologici di questi ultimi decenni hanno fatto sì che la produzione e il commercio non siano più localizzati: in pratica possiamo acquistare facilmente ogni genere di bene indipendentemente dal luogo in cui è stato effettivamente prodotto, e questo è ciò che si chiama economia globale. 
Per rendersene conto, basta osservare in un supermercato i cartelli che indicano il luogo di provenienza dei prodotti:
• le arance potrebbero arrivare da Cuba,
• i pompelmi dal Sudafrica,
• il merluzzo dall' Alaska.
Il mercato regola infatti la domanda e l'offerta, acquistando i prodotti dove l'offerta è più vantaggiosa (ossia dove costano meno) e offrendoli dove la domanda è più forte (ossia, dove la gente è disposta a spendere di più per acquistarli), guadagnando così sulla differenza tra il costo pagato e il ricavo ottenuto.
Questa possibilità è legata ai costi del trasporto che, avvenendo per lo più via mare con imbarcazioni enormi, consente di spostare grandissime quantità di beni a costi contenuti.
Per il consumatore la globalizzazione è un vantaggio, perché gli consente di acquistare ogni tipo di prodotto, anche ciò che nella sua zona non sarebbe disponibile, a prezzi accessibili.
Questa strategia economica pone però diversi problemi, innanzitutto per quanto riguarda l'organizzazione del lavoro perché tende a sfruttare il disagio delle popolazioni più povere per ottenere lavoro a basso costo. 
La globalizzazione e gli effetti sul lavoro
Una delle principali risorse dell'industria è la forza lavoro, ossia l'insieme delle persone che lavorano in un' azienda.
Nei Paesi poveri e molto popolosi la forza lavoro è disponibile a un prezzo più basso che nei Paesi ricchi e inoltre le norme (orario di lavoro, sicurezza, ecc.) che regolamentano il mercato del lavoro sono meno rigide; la combinazione di questi due fattori fa sì che diventi economicamente
vantaggioso spostare la produzione nelle aree dove costa meno. Questo importante fenomeno è detto delocalizzazione.
Essa è un vantaggio per l'azienda, che in questo modo riduce il costo della risorsa lavoro e può quindi offrire il suo prodotto a un prezzo più basso,
risultando più competitiva è anche un bene per il Paese in cui la produzione viene trasferita perché si creano nuovi posti di lavoro che, per quanto poco pagati, sono sempre meglio della disoccupazione.
Nel Paese di origine del prodotto si crea invece un grosso problema, perché, in seguito al trasferimento della produzione, le fabbriche chiudono e le persone che vi erano impiegate si trovano all‘improvviso senza lavoro.
Il fenomeno della delocalizzazione può avere anche un altro effetto: quello della migrazione della forza lavoro.
Questo si verifica quando una certa area non è più in grado di offrire un numero sufficiente di posti di lavoro e quindi i lavoratori sono costretti a spostarsi. 
 
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