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Automazione e produttività

Tecnologia > Classe 1 > Processi produttivi
L'automazione e la produttività
Il passaggio dall'artigianato all'industria ha consentito di aumentare moltissimo la quantità di prodotti finiti rispetto al numero dei lavoratori impiegati per la produzione, ossia ha aumentato la produttività, che è un parametro fondamentale nella valutazione della funzionalità di un settore industriale.
Semplificando molto, possiamo considerare la produttività del lavoro come il rapporto fra la quantità di prodotto e il numero di lavoratori impiegati nell'industria che lo produce. 
Prendiamo l'esempio di un'industria automobilistica che debba produrre solo 1.000 auto all'anno e che impieghi 100 lavoratori: il suo indice di produttività è pari a dieci. 
Ma se l'azienda decide di automatizzare una parte della produzione, avvalendosi di macchine e robot, avrà bisogno di un numero inferiore di operai e quindi le cose cambiano. 
Come si vede l'introduzione nella linea di montaggio dell'automazione industriale dimezza i lavoratori e raddoppia l'indice di produttività, portandolo da 10 a 20 (1.000 / 50 = 20). L'automazione è:
un bene per l'azienda e per il suo mercato, perché l'auto costerà meno e quindi sarà accessibile a un maggior numero di persone;
un male per i lavoratori perché riduce il numero di posti di lavoro disponibili.
D'altra parte, in un Paese industrializzato essa è una necessità: se un'azienda non automatizzasse i suoi processi produttivi, i suoi prodotti risulterebbero molto più costosi di quelli delle aziende concorrenti e la gente non li comprerebbe. L'azienda sarebbe così destinata alla chiusura, col risultato che i posti di lavoro non sarebbero solo dimezzati, ma persi del tutto
 
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